Pillar article: cosa sono gli articoli pilastro e come si scrivono.

Pillar article: cosa sono gli articoli pilastro e come si scrivono.

Un pillar article è un articolo o un approfondimento il cui obiettivo è quello di insegnare qualcosa agli utenti.

I pillar article sono di solito piuttosto lunghi, da 500 parole in su, e riguardano temi sempre attuali: in questo modo sono in grado di portare traffico anche dopo mesi o anni rispetto alla loro pubblicazione.

Più articoli pilastro abbiamo nel nostro blog meglio è: così facendo abbiamo più possibilità che il nostro contenuto venga trovato dagli utenti, di conseguenza le nostre chance di aiutare i nostri interlocutori offrendogli contenuto di valore quando ne hanno bisogno.

Pillar article: i vantaggi e la loro importanza nell’inbound marketing.
Questo tipo di articoli hanno più probabilità di essere linkati da altri blog o altre pagine web come approfondimenti
grazie alle pagine web di terzi che linkano i pillar article sono più visibili agli occhi del motore di ricerca
continuano a portare traffico anche dopo molto tempo rispetto alla loro pubblicazione gli articoli pilastro danno più autorevolezza al blog
migliorano la percezione dell’azienda: gli utenti trovano valore nei contenuti, sentono che non stanno perdendo tempo e che quell’articolo offre davvero ciò che promette.

Caratteristiche e Struttura di un Pillar post
E’un post di qualità che aiuta l’utente e offre valore è più lungo di un normale post del blog; per questo motivo c’è bisogno di un tempo maggiore per leggerlo.

Richiede un lavoro di ricerca da parte dell’autore prima della sua stesura: di solito chi redige un articolo pilastro è un esperto nella materia che sta trattando ma, ciò nonostante, ha comunque bisogno di trovare dati che supportino le sue affermazioni facendo un buon lavoro di ricerca e analisi.

Riguarda un argomento sempre attuale, sempre molto ricercato dal pubblico di riferimento. Il segreto è mettersi nei panni dei nostri utenti, pensare in come possiamo essergli utili e di cosa hanno bisogno il suo contenuto è originale, offre spunti di riflessione: bisogna chiedersi cosa stanno facendo i nostri competitor, come stanno già parlando dell’argomento e come possiamo fare la differenza apportando valore e nuovi spuntiì viene scritto non solo per posizionarsi bene a livello di traffico, ma soprattutto per poter essere davvero utile agli utenti. Se ottimizziamo il contenuto per i visitatori della nostra pagina, in linea di massima lo stiamo ottimizzando anche per i motori al suo interno troviamo molti esempi pratici, analogie, case studies

STRUTTURA:

1) Introduzione: anche se ci piace andare subito al sodo, un minimo di introduzione per riuscire a interessare l’utente e catturare la sua attenzione è necessaria.

2) Corpo del testo: andiamo ad argomentare la spiegazione del concetto che stiamo trattando; ne analizziamo diversi aspetti, punti di vista, contesti, utilizziamo link ad altri approfondimenti del nostro blog per dare la possibilità agli utenti che lo desiderano di approfondire, mettiamo link a risorse esterne che supportano le nostre affermazioni, inseriamo immagini, video, dati, statistiche, risorse interattive, analogie.

3) Esempi pratici e case studies: Possiamo invece dare uno spazio autonomo ai case studies, esempi di successo da cui si può imparare molto e che ci aiutano a dimostrare la buona messa in pratica dei concetti che stiamo spiegando.

4) Suggerimenti: elencare i pro e i contro di qualcosa secondo la nostra esperienza, dire a cosa prestare attenzione, etc.

6) Chiusura: tiriamo la fila del discorso riprendendo, se possibile, ciò che abbiamo detto nell’intro.

Diverse tipologie di Pillar Post

Articoli tutorial
Sono articoli o approfondimenti per insegnare agli utenti come fare qualcosa nel modo corretto: non devono riguardare necessariamente il prodotto specifico che vendiamo, possono riguardare anche argomenti “collaterali”; l’importante è che siano approfondimenti coerenti con il nostro campo d’attività.

Articoli definizione
Con il pretesto di dare una definizione a concetti complessi che il nostro pubblico potrebbe non conoscere abbiamo la possibilità di scrivere un post in cui – oltre a definire il concetto in sé – diamo alcune informazioni in più.

E’ fondamentale spiegare il concetto che vogliamo chiarire utilizzando termini semplici, alla portata di tutti i nostri interlocutori: non solo comprensibili agli esperti del settore, ma facili anche per i non addetti ai lavori che avranno bisogno di qualche esempio in più per comprendere appieno la definizione che vogliamo dare. Fanno parte di questa tipologia di articoli pilastro i glossari: sono molto utili per gli utenti, per i motori di ricerca(sono ricchi di keyword) e si prestano particolarmente per essere linkati o ripresi da altre pagine o blog.

Articoli che presentano una teoria o un argomento
Attraverso questa tipologia di articoli si cerca di stimolare la conversazione con i propri interlocutori riguardo a un determinato argomento importante per il nostro campo di attività.
L’ideale sarebbe parlarne cercando di offrire una prospettiva diversa, nuovi spunti di riflessione che aiutino a cogliere le sfumature di certe situazioni.
Se decidiamo di scrivere un articolo del genere dobbiamo procedere con cautela: assicuriamoci di essere davvero in grado di dare spunti di valore e di essere capaci di difendere e/o argomentare eventuali teorie personali che vogliamo condividere con il nostro pubblico.

Articoli con lista o “listicle”
Ci imbattiamo continuamente in articoli del tipo “I 5 errori da non fare per…”, “I 10 modi di…” o ancora “7 consigli per…”: sebbene titoli del genere possano far venire in mente post acchiappa click privi di valore, la verità è che – se fatte bene – le liste possono essere molto utili perché:

  • ci danno una serie di concetti facilmente assimilabili
  • vengono lette e memorizzate con semplicità
  • si prestano ad essere condivise

Best Practice per scrivere un Pillar Post

Individua bene l’argomento
Il punto decisivo per creare un pillar article: individuare l’argomento. Perché non sei il primo blogger a puntare sui pillar article, c’è già qualcuno che ha deciso di approfondire un argomento. E c’è già qualcuno che ha scritto un post con l’intento di raccontare ogni dettaglio di un argomento.

Aggiorna sempre il tuo articolo

  • Il 76% delle visite arrivano da vecchi post.
  • Il 92% dei lead è generato dai vecchi post.

Questo significa che i vecchi articoli sono sempre validi per l’economia di un blog perché possono portare visite, e che i pillar article possono diventare una fonte di traffico verso il tuo progetto.
Cosa aggiornare, quindi? Le informazioni, i dati numerici che possono cambiare in un progetto. Ma puoi aggiungere anche dati, immagini, elementi che si aggiungono nel corso del tempo.

Cura la leggibilità dei testi lunghi
Un pillar article ha un dovere ben preciso: deve essere leggibile. Nella maggior parte dei casi il pillar article sarà lungo, ricco di informazioni e immagini. Quindi devi curare tutti i dettagli possibili per migliorare la leggibilità. La forma è importante perché ti permette di rendere un articolo raggiungibile dal maggior numero di lettori.

In un testo complesso come quello di un pillar article la leggibilità è decisiva. Come migliorarla?

  • Dividi il testo in paragrafi.
  • Introduci gli argomenti con i sottotitoli.
  • Allinea il testo a bandiera.
  • Utilizza periodi brevi.
  • Scegli parole semplici e brevi.
  • Inserisci anchor text significativi.

NB: non inserire contenuti visuali solo per spezzare il testo, usali quando diventano utili all’economia del post. Inserire un’immagine solo per interrompere la monotonia di un testo non è il massimo.

Ottimizzazione SEO dell’articolo
Un pillar article deve essere allineato alle necessità del pubblico, e deve curare le regole di una buona ottimizzazione SEO per farsi trovare dal pubblico. Quali sono i passaggi da rispettare?

Tag title
Il tag title è uno dei principali meta tag WordPress. Ed è uno dei punti più importanti di un articolo, più in generale di una pagina web. Quando inserisci questa stringa devi valutare con attenzione le parole perché possono fare la differenza per la SEO.

Meta description
La meta description è uno degli elementi indispensabili per ottimizzare una pagina web in ottica SEO. Si tratta di una stringa di testo che viene richiamata dal motore di ricerca per descrivere un risultato.

Tag H1
L’H1 è il titolo della pagina web, l’headline visibile all’occhio umano. Mentre il tag title è dedicato ai motori di ricerca (viene mostrato solo nella serp e nell’etichetta del browser), il tag H1 prende spazio nella parte alta dell’articolo. Diventa, quindi, l’intestazione di una risorsa, l’elemento graficamente e gerarchicamente più importante. Quindi degno di attenzione.

Header
L’uso degli header nelle pagine web – H1, H2 e H3 – è l’esempio più immediato del rapporto tra i vecchi mezzi di comunicazione di massa e internet. Questa titolatura rimanda alla suddivisione in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi dei libri. Il sistema di heading nelle pagine web fa parte dell’HTML e serve a dare una gerarchia all’interno del documento. Come detto prima, si definiscono con un sistema simile a quello dei documenti cartacei come i libri e gli articoli di giornale. C’è un titolo principale, ci sono dei capitoli e all’interno ci sono paragrafi, sottoparagrafi, appendici e altre sezioni minori. Ma altrettanto importanti per la qualità del testo e della pubblicazione.

SEO URL
Rappresenta un fattore di posizionamento secondo Google. Scrivere indirizzi semplici da scannerizzare. Le parole esatte: “Creare categorie e nomi di file descrittivi per i documenti del tuo sito è utile non solo per mantenere una buona organizzazione del sito stesso, ma anche per aiutare i motori di ricerca”. D’altro canto c’è un altro motivo per migliorare l’URL delle tue pagine web: l’user experience. Ovvero la possibilità di rendere più semplice la vita delle persone che incrociano la tua risorsa. Questo rapporto inizia nella serp: c’è prima il tag title, poi l’URL e infine la meta description. In questa fase devi comunicare nel miglior modo possibile cosa si trova dall’altra parte del link.

Ottimizzazione SEO delle Immagini

Il lavoro di miglioramento di una pagina web non riguarda solo la scrittura, ma tutti i contenuti che costituiscono la pagina. E spesso la cura delle immagini viene ignorata. Molti problemi legati ai siti analizzati riguardano proprio le immagini. E in particolar modo l’assenza di title, oppure il mancato inserimento dell’attributo alternative.

Attributo Alt: base delle immagini SEO oriented
L’attributo alt (o Tag Alt) è uno degli elementi fondamentali per ottimizzare le immagini per Google. Perché questo testo viene letto dai motori di ricerca e legato al visual che lo comprende. Tutto ciò senza contare che secondo il W3C l’attributo alt è indispensabile l’accessibilità di un sito web. È importante ricordare le keyword dell’attributo alt (che diventa anchor text se l’immagine possiede un link). Le immagini non presentano tag alt? Questo è un problema per l’accessibilità e per la SEO: scegli tra le principali parole chiave.
Questo è un aspetto fondamentale per l’ottimizzazione SEO immagini.
Nome immagine: come scriverlo in ottica SEO

Pensa al file salvato dalla fotocamera. DSC_1234.jpg o cose del genere, non è la soluzione migliore per avere una buona immagine ottimizzata per la SEO. Perché Google non sa riconoscere il visual, non le vede come contenuto e tu devi essere in grado di chiarire nel miglior modo possibile cosa stai inserendo nella pagina. Il nome file è il primo passo per far capire cosa stai comunicando.
Prima di caricare le immagini sul server e inserirle nella pagina web ti conviene nominare le immagini con keyword attinenti al testo contenuto separate da trattino. Quindi sono bandite serie di lettere e numeri senza senso e ben accette parole chiave ben studiate per l’ottimizzazione SEO immagini.

Strumenti utili per scrivere il tuo articolo.
L’importanza di un’analisi delle keyword: fare in modo che lo sforzo di content marketing vada nella direzione giusta. Tre benefici: evitare sforzi inutili, lasciare il meno possibile ai competitor, far atterrare le persone sulle pagine giuste.
Prima di iniziare la ricerca delle keyword.

L’errore principale: pensare di poter trovare le parole chiave senza una serie di analisi e azioni preliminari. Prima della ricerca viene la consapevolezza, devi studiare il target di riferimento.
Prima di fare una ricerca delle parole chiave efficace devi capire chi vuoi raggiungere e per fare cosa.

Google Trends
Storico strumento che indica le tendenze di ricerca del pubblico. Qui puoi capire se un termine è stato cercato, come si posiziona all’interno delle query storiche, qual è il confronto con eventuali keyword secondarie e sinonimi. Google Trends

Testa il risultato

Devi anche verificare il lavoro svolto. In questi casi puoi usare due strumenti essenziali: Page Speed Insight di Google. Consente si analizzare la pagina e di di ottenere tutto ciò che ti serve per valutare la velocità della pagina, e individuare le foto che danno problemi in termini di peso.

Dimensioni immagini, ridimensionare e ritagliare.
Evita di inserire immagini con url esterne e non caricate sul server.
L’utilizzo di pixel non necessari solo per lasciare al browser lo scaling dell’immagine al posto nostro si traduce in un’enorme opportunità mancata di ridurre e ottimizzare il numero di byte totali richiesti per il rendering della pagina.

Utilizza immagini scalate, carica su WordPress solo foto e grafiche con le dimensioni necessarie. Non lasciare al browser il compito di scalare, questo fa perdere risorse e rallenta tutto. Usa i diversi strumenti per ritagliare immagini online se non hai programmi di fotoritocco come Photoshop.

La velocità del sito è un fattore di posizionamento. Meglio ottimizzare il visual per migliorare la user experience del proprio spazio web. Soprattutto da mobile è decisivo avere risorse capaci di caricarsi in poco tempo e le immagini hanno un ruolo decisivo in questo equilibrio.

Quindi è importante caricare immagini che riescono a riportare un buon compromesso tra dimensione e qualità. A tal proposito puoi utilizzare un programma di fotoritocco o una delle diverse applicazione online di riduzione peso per immagini.
Applicazione online di riduzione peso per immagini. TinyPng

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